EDIT di Fabio: ho copiato questo articolo per aprire una discussione nuova.
FALCADE Amare considerazioni quelle emerse ieri nel corso dell’assemblea degli operatori della Val Biois. «Cosa abbiamo in meno di quel territorio?»
Consorzio: «Piste vuote, al contrario dell’Austria»
Vendruscolo (impianti di risalita): «Facciamoci tutti un esame di coscienza e rafforziamo le sinergie»
Falcade
Chiusura degli impianti al 28 marzo in primo piano, ieri nella Casa della gioventù di Caviola, all’assemblea del consorzio turistico Valbiois. Una chiusura che ha dato adito ad alcune polemiche e prese di posizione nei confronti della società impianti.
A difendere la scelta presa dalla società impianti Falcade-Col Margherita è salito sul palco lo stesso “patron” Mauro Vendruscolo che ha sottolineato i motivi che hanno portato la società impianti a fare questa scelta.
Una scelta convinta, visto l’andamento di stagione di questi giorni, che andava fatta e che alla fine farà risparmiare alla società impianti qualcosa come 60 mila euro, non poco per una società che solitamente chiude con un passivo di circa 250 mila euro all’anno. Anche se poi la stessa società ha garantito il trasporto skibus per raggiungere il Passo San Pellegrino dove gli impianti rimarranno aperti fino al 13 aprile.
Ma l’aspetto economico non è stato il principale motivo che ha portato la Falcade-Col Margherita a chiudere gli impianti, ma quello sotto gli occhi di tutti. Ovvero che i turisti a fine stagione disertano le piste da sci e questo succede per tutta l’area Dolomiti Superski. «Come Superski - ha spiegato Vendruscolo - abbiamo fatto visita in questo fine di stagione ad alcune stazioni turistiche invernali in Austria e ci siamo accorti con meraviglia che queste sono ancora piene di turisti che sciano. Situazione, questa, che abbiamo rilevato anche l’anno scorso in Spagna mentre non ci spieghiamo perché nelle aree del Superski ciò non avvenga».
Il fenomeno, come sottolineato da Vendruscolo, pone degli interrogativi e deve portare tutti a fare un’attenta e profonda riflessione sulle motivazioni di questa situazione che sempre più si riflette nel fine stagione, nonostante esistano dei pacchetti vantaggiosi e appetibili. Una piccola provocazione, l’ha definita Vendruscolo, questa chiusura che ha provocato la reazione del paese, che può essere anche presa come stimolo per poter finalmente avere una azione sinergica tra le varie componenti turistiche per poter finalmente sfruttare nella maniera migliore le tante potenzialità che Falcade e la valle del Biois hanno. Ma il “patron" ha anche messo in guardia tutti dicendo: «Attenti a come ci si sfoga, alcune questioni è meglio trattarle a quattrocchi in quanto se troppo pubblicizzate rischiano di ritorcersi ancora contro tutti».
Dario Fontanive
FALCADE Amare considerazioni quelle emerse ieri nel corso dell’assemblea degli operatori della Val Biois. «Cosa abbiamo in meno di quel territorio?»
Consorzio: «Piste vuote, al contrario dell’Austria»
Vendruscolo (impianti di risalita): «Facciamoci tutti un esame di coscienza e rafforziamo le sinergie»
Falcade
Chiusura degli impianti al 28 marzo in primo piano, ieri nella Casa della gioventù di Caviola, all’assemblea del consorzio turistico Valbiois. Una chiusura che ha dato adito ad alcune polemiche e prese di posizione nei confronti della società impianti.
A difendere la scelta presa dalla società impianti Falcade-Col Margherita è salito sul palco lo stesso “patron” Mauro Vendruscolo che ha sottolineato i motivi che hanno portato la società impianti a fare questa scelta.
Una scelta convinta, visto l’andamento di stagione di questi giorni, che andava fatta e che alla fine farà risparmiare alla società impianti qualcosa come 60 mila euro, non poco per una società che solitamente chiude con un passivo di circa 250 mila euro all’anno. Anche se poi la stessa società ha garantito il trasporto skibus per raggiungere il Passo San Pellegrino dove gli impianti rimarranno aperti fino al 13 aprile.
Ma l’aspetto economico non è stato il principale motivo che ha portato la Falcade-Col Margherita a chiudere gli impianti, ma quello sotto gli occhi di tutti. Ovvero che i turisti a fine stagione disertano le piste da sci e questo succede per tutta l’area Dolomiti Superski. «Come Superski - ha spiegato Vendruscolo - abbiamo fatto visita in questo fine di stagione ad alcune stazioni turistiche invernali in Austria e ci siamo accorti con meraviglia che queste sono ancora piene di turisti che sciano. Situazione, questa, che abbiamo rilevato anche l’anno scorso in Spagna mentre non ci spieghiamo perché nelle aree del Superski ciò non avvenga».
Il fenomeno, come sottolineato da Vendruscolo, pone degli interrogativi e deve portare tutti a fare un’attenta e profonda riflessione sulle motivazioni di questa situazione che sempre più si riflette nel fine stagione, nonostante esistano dei pacchetti vantaggiosi e appetibili. Una piccola provocazione, l’ha definita Vendruscolo, questa chiusura che ha provocato la reazione del paese, che può essere anche presa come stimolo per poter finalmente avere una azione sinergica tra le varie componenti turistiche per poter finalmente sfruttare nella maniera migliore le tante potenzialità che Falcade e la valle del Biois hanno. Ma il “patron" ha anche messo in guardia tutti dicendo: «Attenti a come ci si sfoga, alcune questioni è meglio trattarle a quattrocchi in quanto se troppo pubblicizzate rischiano di ritorcersi ancora contro tutti».
Dario Fontanive