cappello di paglia
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Per salutare gli ultimi giorni (astronomici) d'estate sabato 19 settembre 2015 decido di fare una scarpinata in val dei Mocheni (in lingua mochena hacksn en Bersntol appunto
). La val dei Mocheni si trova a mezzora di macchina da Trento, parte da Pergine e arriva fino alle estremità occidentali del Lagorai. Fin dal Medioevo è stata insediata da germanici per l'attività estrattiva (ferro e argento) e per l'allevamento è dato che è un po' in culo ai lupi (per usare un eufemismo
) ha mantenuto fino ai giorni nostri una forte connotazione germanofona che si rispecchia nella lingua, nell'architettura, nella toponomastica e in un generale orgoglioso senso di identità e appartenenza. In pratica, per noi zitadini i Mocheni sono i tamocchi del Trentino (non c'è nessun mocheno qui dentro vero?
).
Alle 7 son partito da casa, alle 8 ero al parcheggio alto di Palu (quello a pagamento, 6 euro l'intera giornata), per percorrere il giro ho impiegato 10 ore circa (andando piano in discesa, "perdendomi" ad un certo punto su un crozzo e facendo sosta cibo e svariate pause fotografiche). Il tragitto che ho fatto ripercorre i sentieri Sat 315, 343, 340A, 340, 314 e qualche devianza su tracciati non segnalati per qualche cresta
Mi scuso in anticipo per due motivi: la cartina non è completissima perchè ho dovuto stoppare il gps in anticipo causa esaurimento batteria e per la qualità non eccelsa delle foto ma a casa mi avevano ciulato la fotocamera decente...
Mappa del giro percorso in senso antiorario
Parto dal parcheggio Vrottn di Palu di Fersina, il paese terminale della val dei Mocheni, alle 8 di mattina. Il parcheggio è a pagamento, costa 1 euro l'ora (credo) e 6 euro tutto il giorno. La colonnina non accetta banconote! Gli è andata di culo che avevo abbastanza moneta nel portafoglio ma è da pirla non consentire il pagamento via banconota...la gente non viaggia solitamente con sacchi di monete
(a onor del vero si può pagare anche con carta di credito e app smartphone ma per me resta una cacata). Sacrificati 30 caffè alle macchinette per risparmiare tempo sull'itinerario che voglio fare (a inizio paese ci sarebbe anche un parcheggio gratuito ma è più lontano) inizio il mio giretto che prevede di percorrere le creste della testata della val dei Mocheni.
IGO
Segnaletica a Vrottn. Si prende il sentiero 315
Nonostante sia fuori stagione inaspettatamente qualche escursionista lo trovo... :-o
Alta val dei Mocheni verso monte
Alta val dei Mocheni verso valle
Sotto la sella di Erdemolo
Tutto il percorso, a parte un punto che poi vi dirò :straincazzato:, è ottimamente segnato, i sentieri sono ben tenuti e il selciato è generalmente solido. Dopo una prima parte all'ombra (dopotutto è ancora mattina...) arrivo al lago di Erdemolo da dove nasce il Fersina e dove finalmente spunta il sole; ho trovato il lago un po' secco ma l'acqua era come da consuetudine di un bel verde smeraldo.
Lago di Erdemolo con il Corno delle Lepri
Lago di Erdemolo con il monte Rujoch
Lago di Erdemolo dal monte Cavè
Salita verso il Passo del Lago
La conca di Erdemolo
Arrivato al Passo del Lago lo sguardo spazia su un panorama vastissimo che abbraccia la dorsale dell'Ortigara/Cima Dodici davanti (a sud), il Lagorai a sinistra (est), il Rujoch, Costalta e i monti di Pinè dietro (a nord) e il Gronlait a destra (ovest). In lontananza però si vede ben di più! Sistagliano evidentissimi Le montagne di confine con la Lombardia (Re di Castello, Carè Alto, Adamello), le montagne di confine austriaco con Palla Bianca e il Similaun, il Cevedale, la catena del Roen, il Baldo, l'Altissimo di Nago, lo Stivo, il Bondone, la Paganella....si vedono anche le Dolomiti di destra Adige (Gruppo di Brenta) e di sinistra Adige (Corni Bianco, Corno Nero, Pala di Santa, Latemar, Sassolungo, Pale di San Martino)....in pratica si vede il mondo! Questo panorama grandioso e vastissimo mi accompagnerà con prospettive diverse per tutto il giro
Passo del Lago. Da qui si segue verso est il sentiero 343
Direzione ovest: da sx Hoabonti, sella della Portela, Gronlait. Dietro sbuca il Fravort
I Sette Laghi, Hoabonti e Gronlait
Direzione sud est: la Valsugana con Borgo
Salita verso cima Cavè
Dorsale fra val dei Mocheni e Valsugana. In centro si staglia il roccioso Sasso Rotto, a destra le praterie di Cavè
Lago di Erdemolo dalla'alto, val dei Mocheni, dosso di Costalta. Sullo sfondo, fra gli altri, l'Adamello, il Brenta, il Cevedale
Il sentiero in cresta (343) è molto divertente e panoramico peccato che......tira un vento porco!!!
Vabbè mi consolo giocando a ricordare il nome delle cime che mi circondano e a contemplare le bellissime praterie che scendono dai costoni :skiamo:
A sinistra monte Croce, in centro Sasso Rotto/Sasso Rosso a destra Cima delle Terre Bianche
Le Buse di Mezzo con la dorsale di cima Dodici. Dir. sud
Arrivato alla forcella delle Conelle il sentiero 343 incrocia un "sentiero mocheno" che attraversa le praterie del Prunn per attaccarsi al 324 (che collega da "sotto" Erdemolo con il rif Sette Selle) e un sentiero valsuganotto che scende in val delle Conelle. Noi procediamo dritto sul 343 verso la forcella del Sasso Rotto.
Greggi alla forcella delle Conelle
Forcella delle Conelle
Forcella delle Conelle versante mocheno: il Prunn
Forcella delle Conelle versante valsuganotto: la val delle Conelle
Testimonianze storiche(?) sulla strada per forcella del Sasso Rotto
Arrivato a Forcella del Sasso Rotto si aprono due possibilità per arrivare al passo d'Ezze e al rifugio Sette Selle: percorrere il sentiero alpinistico (EE) per la cresta rocciosa del Sasso Rotto/Cima Sette Selle oppure seguire il sentiero "normale"; opto per la seconda ipotesi riservandomi la scarpinata in cresta per un prossimo giro che ho in testa
Sentiero sotto le pendici del Sasso Rotto
Sguardo indietro sulle pietraie delle Sette Selle
Salita con avamposto militare della Grande Guerra per il plateau delle Sette Selle
Plateau delle Sette Selle con Cima Ezze
Plateau delle Sette Selle con la dorsale Slimber-Ezze percorsa da dietro e in cresta dal 340A. Sullo sfondo il Monte Croce.
La prossima destinazione è passo dei Garofani (dirimpettaio del passo Palu). Per arrivarci ci sono due modi:

Il 340A è un sentiero per escursionisti esperti senza tratti attrezzati. Non sono presenti passaggi particolarmente difficili se non per la salita a cima Ezze dove ci sono massi da scavalcare e per la cresta affilata dello Slimber. Non è niente di estremo ma bisogna fare attenzione e non basta usare le gambe, bisogna aiutarsi con le mani. Il sentiero è ben segnalato se non nel tratto di scavallamento sul versante mocheno attraverso la forcelletta (dove però probabilmente sono stato tratto in inganno e poco attento io
)
Salita a cima Ezze
Dir. sudest: lago di Ezze e dorsale Mondana-Ciste. Sullo sfondo il Cimon di Rava (Lagorai)
Dir: sudovest: lago di Ezze e a destra valle delle Sette Sellle
Dir. est: dorsale Colombara - Cagnon. Sullo Sfondo il Lagorai con a destra cima d'Asta
Piani di Ezze e monte Ciste
Discesa Cima Ezze e aggirata la Colombara ci troviamo sui crinali che scendono in val Calamento (tributaria di sinistra della Valugana). Davanti si scorge nitida la serpentina del passo Manghen che collega Borgo Valsugana a Cavalese in val di Fiemme. Sullo sfondo si vedono i gruppi dolomitici del Corno Bianco, Corno Nero, Pala di Santa, Latemar, Sciliar, Sassolungo, Pale di San Martino e a tratti anche il Sella. Un mese fa ero su di là...
Livelli (L'ultimo dei quali è la Rosetta, Pale di San Martino)
Sguardo indietro alla Colombara
Terminato l'aggiramento della Colombara, in discesa, la strada ritorna a salire per riraggiungere la cresta della dorsale. Caso vuole che vedo scendere DALLA CIMA della montagna antistante (non ne so il nome) due escursionisti che fra l'altro attaccano bottone e mi chiedono come va come non va quanto manca ecc... vabbuò nella mia testa mi fisso che la destinazione è la cima della montagna davanti (da dove ho visto scendere i tipi) e che poi si scavallerà dalla sommità...Fato vuole che mi perdo anche il sentiero "ufficiale" ma la salita cmq è tranqui e ci sono diverse tracce e traccette...poco male mi dico, tanto basta che arrivo alla croci in cima e ci saranno sicuro indicazione
Arrivato in cima oltre a una croce e a un ometto non c'è NULLA
Mi dico che le segnaletiche saranno da qualche parte senò non avrebbe senso costruire un ometto nel vuoto...no???
AZ Cerca cerca e ricerca gironzolo sta cima che ha intorno solo burroni!
:helpme:
Non è equiparabile al mostruoso, allucinante, spaventevole e grandioso giro sul Pelmo di Fabio http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=81834&page=2 ma anche io nel mio piccolo ho avuto i miei momenti dirupevoli :KKO:
Beh almeno scatto un po' di foto... :fotografo:
Alla nostra sinistra la dorsale che delimita la val dei Mocheni. La forcelletta incriminata per scavalcare nuovamente nel versante mocheno è quella "pratosa" sotto il cocuzzolo sulla destra, dove c'è lo spartiacque fra luce e ombra
Dalla cima incriminata dir. nordest: la dorsale fra la val dei Mocheni e la val Calamento.
A sinistra l'affilata cresta del monte Slimber. A sinistra dello Slimber (la montagna in primo piano con l'ombra) il passo dei Garofani dove si intravvede salire il sentiero facile dal rifugio sette Selle. A destra dello Slimber il passo Palu da dove il sentiero 340 sale per i due monti pratosi: il monte Palu davanti e il monte Conca dietro. La montagna sullo sfondo è il Rujoch mentre lontanissimo si vedono la Paganella e le Dolomiti di Brenta
Dalla cima incriminata dir. sudovest: le creste percorse stamattina. All'estrema destra il Gronlait (dietro sbuca il Fravort), la piramide rocciosa a sinistra è cima delle Sette Selle
La Colombara, Cima Ezze, cima Sette Selle
Dove proseguirà il sentiero: le affilate creste dello Slimber. Sullo sfondo il dosso di Costalta
Fatto sta che dopo aver capito che dalla non ne vengo fuori decido di ritornare sui miei passi sperando di ritrovare il sentiero segnato; l'intuito mi dice che l'unico punto dove il sentiero potrebbe "scavallare di là" è lungo una delle forcelle di cresta che vedo di sotto, allora scendo lungo il crinale eeeeeeeeee........effettivamente ritrovo il sentiero segnato che passa di lì!
:evvvvai:
La forcelletta
Prima stavo cercavo il sentiero che scendesse da quei dirupi lì!

Sui crinali dello Slimber: dir. ahead
Sui crinali dello Slimber: dir. behind
Slimber
Cima Sette Selle e valle di Indertol
Finalmente il passo dei Garofani
Arrivato al passo dei Garofani finalmente mi ricongiungo al "comodo" sentiero 340 che sale dal rifugio Sette Selle e che mi porterà fino alla mia prossima destinazione, il passo di Cagnon di Sopra passando per il passo Palu dove il 340 incrocia il 370 che parte da Palu di Fersina e arriva in val Calamento. Già che ci sono lungo il tragitto decido di salire, seguendo un tracciato semisegnato ma evidente, sulla cima del monte Conca da cui si gode un panorama F A V O L O S O! :sbav:
Passo dei Garofani
Discesa verso passo Palu. Il sentiero 340 sale sulle sponde del monte Palu, dirimpettaio del Conca
A sinistra la vallata Aussertol che scende a Palu del Fersina
Indietro Passo Palu con le creste delle Sette Selle
Monte Conca
Dopo essere arrivato sul monte Conca e dopo aver fatto la consueta carrellata fotografica :fotografo: decido di non tornare sulla traccia dell'andata che mi porta al sentiero "canonico" ma di percorrere una traccia (sulla cartina tratteggiata) che corre in cresta che mi permette di vedere sui due versanti e che mi piace di più perchè più panoramica
Il crinale dal Conca al passo Cagnon di Sopra. Sullo sfondo il Rujoch
Il crinale dal Conca al passo Cagnon di Sopra. Sullo sfondo il monte Croce
Arrivato al passo Cagnon di Sopra per chiudere l'anello non mi resta che scendere a sinistra lungo l'anfiteatro del Grantnlait e la val Battisti attraverso il sentiero 314.
Passo Cagnon di Sopra
Le giare del Grantnlait
Il bosco di Lausch e la val Battisti
Il sentiero che scende è sorprendentemente interessante. Non è il classico sentiero in bosco fitto che oltre agli abeti non si vede niente, ma alterna ghiaioni a cascate, a radure, a costeggiare il torrente. Fico
ERF
Cascata
Ometto arboreo
Radura
Arrivato alle porte dei masi di Palu il cellulare mi si scarica e devo interrompere il tracking :MM. Il percorso adesso percorre strade asfaltate attraverso bei masi, agritur e belle praterie. L'asfalto è anche il peggior nemico per il mio ginocchio convalescente che però si è comportato benissimo e non mi ha dato problemi! troppo contento! :toxic:
Me la prendo con mooooolta calma per scendere quest'ultimo pezzo anche perchè le gambe iniziano ad essere indolenzite :sudato:
Chiudo il report con delle belle foto di vita contadina in alta val dei Mocheni
Bersntol
RIASSUMENDO
Il giro è molto bello e panoramico, dato che percorre gran parte i crinali dei monti di Palu. Da cima Cavè, Cima Ezze, cima Conca si hanno dei panorami a 360 gradi bellissimi delle montagne intorno e lo sguardo spazia anche molto lontano, dal Grappa alle Pale di San Martino, al Baldo all'Adamello, al Sassolungo, al Cevedale, alle Otztaler Alpen. Questo giro rappresenta un grande classico per i Trentini, venire qui ad agosto è l'equivalente che andare al supermercato
Non è un caso che anche se a fine settembre ho incontrato diversi escursionisti sul percorso (soprattutto sulla prima parte). I sentieri sono generalmente ottimamente tenuti e ben segnalati e vi sono varianti che permettono di andare da Erdemolo alle Sette Selle seguendo tracciati più o meno difficili. La val dei Mocheni offre inoltre diverse opportunità extra come la visita alla miniera di Gruab va Hadimb, museo dell'acquaviva e musei di tradizione tipicamente mochena. Rimando al loro sito ufficiale per ulteriori info 
Il giro ad anello mi ha richiesto 10 ore e fino al punto dive ho interrotto il tracking ha segnato 16 km, 9.07h (di cui 7.50h in movimento) e 1500 metri di dislivello complessivo (il netto è circa 800 metri visto che si parte da 1550 e ho raggiunto il massimo a 2400m).
Alla prossima!


Alle 7 son partito da casa, alle 8 ero al parcheggio alto di Palu (quello a pagamento, 6 euro l'intera giornata), per percorrere il giro ho impiegato 10 ore circa (andando piano in discesa, "perdendomi" ad un certo punto su un crozzo e facendo sosta cibo e svariate pause fotografiche). Il tragitto che ho fatto ripercorre i sentieri Sat 315, 343, 340A, 340, 314 e qualche devianza su tracciati non segnalati per qualche cresta

Mi scuso in anticipo per due motivi: la cartina non è completissima perchè ho dovuto stoppare il gps in anticipo causa esaurimento batteria e per la qualità non eccelsa delle foto ma a casa mi avevano ciulato la fotocamera decente...

Mappa del giro percorso in senso antiorario

Parto dal parcheggio Vrottn di Palu di Fersina, il paese terminale della val dei Mocheni, alle 8 di mattina. Il parcheggio è a pagamento, costa 1 euro l'ora (credo) e 6 euro tutto il giorno. La colonnina non accetta banconote! Gli è andata di culo che avevo abbastanza moneta nel portafoglio ma è da pirla non consentire il pagamento via banconota...la gente non viaggia solitamente con sacchi di monete


Segnaletica a Vrottn. Si prende il sentiero 315

Nonostante sia fuori stagione inaspettatamente qualche escursionista lo trovo... :-o
Alta val dei Mocheni verso monte

Alta val dei Mocheni verso valle

Sotto la sella di Erdemolo

Tutto il percorso, a parte un punto che poi vi dirò :straincazzato:, è ottimamente segnato, i sentieri sono ben tenuti e il selciato è generalmente solido. Dopo una prima parte all'ombra (dopotutto è ancora mattina...) arrivo al lago di Erdemolo da dove nasce il Fersina e dove finalmente spunta il sole; ho trovato il lago un po' secco ma l'acqua era come da consuetudine di un bel verde smeraldo.
Lago di Erdemolo con il Corno delle Lepri

Lago di Erdemolo con il monte Rujoch

Lago di Erdemolo dal monte Cavè

Salita verso il Passo del Lago

La conca di Erdemolo

Arrivato al Passo del Lago lo sguardo spazia su un panorama vastissimo che abbraccia la dorsale dell'Ortigara/Cima Dodici davanti (a sud), il Lagorai a sinistra (est), il Rujoch, Costalta e i monti di Pinè dietro (a nord) e il Gronlait a destra (ovest). In lontananza però si vede ben di più! Sistagliano evidentissimi Le montagne di confine con la Lombardia (Re di Castello, Carè Alto, Adamello), le montagne di confine austriaco con Palla Bianca e il Similaun, il Cevedale, la catena del Roen, il Baldo, l'Altissimo di Nago, lo Stivo, il Bondone, la Paganella....si vedono anche le Dolomiti di destra Adige (Gruppo di Brenta) e di sinistra Adige (Corni Bianco, Corno Nero, Pala di Santa, Latemar, Sassolungo, Pale di San Martino)....in pratica si vede il mondo! Questo panorama grandioso e vastissimo mi accompagnerà con prospettive diverse per tutto il giro

Passo del Lago. Da qui si segue verso est il sentiero 343

Direzione ovest: da sx Hoabonti, sella della Portela, Gronlait. Dietro sbuca il Fravort

I Sette Laghi, Hoabonti e Gronlait

Direzione sud est: la Valsugana con Borgo

Salita verso cima Cavè

Dorsale fra val dei Mocheni e Valsugana. In centro si staglia il roccioso Sasso Rotto, a destra le praterie di Cavè

Lago di Erdemolo dalla'alto, val dei Mocheni, dosso di Costalta. Sullo sfondo, fra gli altri, l'Adamello, il Brenta, il Cevedale

Il sentiero in cresta (343) è molto divertente e panoramico peccato che......tira un vento porco!!!

A sinistra monte Croce, in centro Sasso Rotto/Sasso Rosso a destra Cima delle Terre Bianche

Le Buse di Mezzo con la dorsale di cima Dodici. Dir. sud

Arrivato alla forcella delle Conelle il sentiero 343 incrocia un "sentiero mocheno" che attraversa le praterie del Prunn per attaccarsi al 324 (che collega da "sotto" Erdemolo con il rif Sette Selle) e un sentiero valsuganotto che scende in val delle Conelle. Noi procediamo dritto sul 343 verso la forcella del Sasso Rotto.
Greggi alla forcella delle Conelle

Forcella delle Conelle

Forcella delle Conelle versante mocheno: il Prunn

Forcella delle Conelle versante valsuganotto: la val delle Conelle

Testimonianze storiche(?) sulla strada per forcella del Sasso Rotto

Arrivato a Forcella del Sasso Rotto si aprono due possibilità per arrivare al passo d'Ezze e al rifugio Sette Selle: percorrere il sentiero alpinistico (EE) per la cresta rocciosa del Sasso Rotto/Cima Sette Selle oppure seguire il sentiero "normale"; opto per la seconda ipotesi riservandomi la scarpinata in cresta per un prossimo giro che ho in testa

Sentiero sotto le pendici del Sasso Rotto

Sguardo indietro sulle pietraie delle Sette Selle

Salita con avamposto militare della Grande Guerra per il plateau delle Sette Selle

Plateau delle Sette Selle con Cima Ezze

Plateau delle Sette Selle con la dorsale Slimber-Ezze percorsa da dietro e in cresta dal 340A. Sullo sfondo il Monte Croce.

La prossima destinazione è passo dei Garofani (dirimpettaio del passo Palu). Per arrivarci ci sono due modi:
- modalità facile: si scende per la vallata di Indertol proseguendo sul 343 fino al rifugio Sette Selle e poi si sale per il passo dei Garofani col il 340.
- modalità esperti: si prende il sentiero Pace 340A EE. Una volta arrivati a passo Ezze (dove arriva la traversata in cresta del Sasso Rotto/SetteSelle) si gira a sinistra per salire a Cima Ezze, si aggira l'antistante monte La Colombara dal versante valsuganotto, si passa attraverso una forcella sul versante mocheno (è qui che ho fatto casino! :KKO
, si prosegue sulla cresta tagliente del monte Slimber fino a Passo Garofani

Il 340A è un sentiero per escursionisti esperti senza tratti attrezzati. Non sono presenti passaggi particolarmente difficili se non per la salita a cima Ezze dove ci sono massi da scavalcare e per la cresta affilata dello Slimber. Non è niente di estremo ma bisogna fare attenzione e non basta usare le gambe, bisogna aiutarsi con le mani. Il sentiero è ben segnalato se non nel tratto di scavallamento sul versante mocheno attraverso la forcelletta (dove però probabilmente sono stato tratto in inganno e poco attento io

Salita a cima Ezze



Dir. sudest: lago di Ezze e dorsale Mondana-Ciste. Sullo sfondo il Cimon di Rava (Lagorai)

Dir: sudovest: lago di Ezze e a destra valle delle Sette Sellle

Dir. est: dorsale Colombara - Cagnon. Sullo Sfondo il Lagorai con a destra cima d'Asta

Piani di Ezze e monte Ciste

Discesa Cima Ezze e aggirata la Colombara ci troviamo sui crinali che scendono in val Calamento (tributaria di sinistra della Valugana). Davanti si scorge nitida la serpentina del passo Manghen che collega Borgo Valsugana a Cavalese in val di Fiemme. Sullo sfondo si vedono i gruppi dolomitici del Corno Bianco, Corno Nero, Pala di Santa, Latemar, Sciliar, Sassolungo, Pale di San Martino e a tratti anche il Sella. Un mese fa ero su di là...

Livelli (L'ultimo dei quali è la Rosetta, Pale di San Martino)

Sguardo indietro alla Colombara

Terminato l'aggiramento della Colombara, in discesa, la strada ritorna a salire per riraggiungere la cresta della dorsale. Caso vuole che vedo scendere DALLA CIMA della montagna antistante (non ne so il nome) due escursionisti che fra l'altro attaccano bottone e mi chiedono come va come non va quanto manca ecc... vabbuò nella mia testa mi fisso che la destinazione è la cima della montagna davanti (da dove ho visto scendere i tipi) e che poi si scavallerà dalla sommità...Fato vuole che mi perdo anche il sentiero "ufficiale" ma la salita cmq è tranqui e ci sono diverse tracce e traccette...poco male mi dico, tanto basta che arrivo alla croci in cima e ci saranno sicuro indicazione


Mi dico che le segnaletiche saranno da qualche parte senò non avrebbe senso costruire un ometto nel vuoto...no???
:helpme:

Non è equiparabile al mostruoso, allucinante, spaventevole e grandioso giro sul Pelmo di Fabio http://www.skiforum.it/forum/showthread.php?t=81834&page=2 ma anche io nel mio piccolo ho avuto i miei momenti dirupevoli :KKO:
Beh almeno scatto un po' di foto... :fotografo:
Alla nostra sinistra la dorsale che delimita la val dei Mocheni. La forcelletta incriminata per scavalcare nuovamente nel versante mocheno è quella "pratosa" sotto il cocuzzolo sulla destra, dove c'è lo spartiacque fra luce e ombra

Dalla cima incriminata dir. nordest: la dorsale fra la val dei Mocheni e la val Calamento.
A sinistra l'affilata cresta del monte Slimber. A sinistra dello Slimber (la montagna in primo piano con l'ombra) il passo dei Garofani dove si intravvede salire il sentiero facile dal rifugio sette Selle. A destra dello Slimber il passo Palu da dove il sentiero 340 sale per i due monti pratosi: il monte Palu davanti e il monte Conca dietro. La montagna sullo sfondo è il Rujoch mentre lontanissimo si vedono la Paganella e le Dolomiti di Brenta

Dalla cima incriminata dir. sudovest: le creste percorse stamattina. All'estrema destra il Gronlait (dietro sbuca il Fravort), la piramide rocciosa a sinistra è cima delle Sette Selle

La Colombara, Cima Ezze, cima Sette Selle

Dove proseguirà il sentiero: le affilate creste dello Slimber. Sullo sfondo il dosso di Costalta

Fatto sta che dopo aver capito che dalla non ne vengo fuori decido di ritornare sui miei passi sperando di ritrovare il sentiero segnato; l'intuito mi dice che l'unico punto dove il sentiero potrebbe "scavallare di là" è lungo una delle forcelle di cresta che vedo di sotto, allora scendo lungo il crinale eeeeeeeeee........effettivamente ritrovo il sentiero segnato che passa di lì!

:evvvvai:
La forcelletta

Prima stavo cercavo il sentiero che scendesse da quei dirupi lì!



Sui crinali dello Slimber: dir. ahead

Sui crinali dello Slimber: dir. behind

Slimber

Cima Sette Selle e valle di Indertol

Finalmente il passo dei Garofani

Arrivato al passo dei Garofani finalmente mi ricongiungo al "comodo" sentiero 340 che sale dal rifugio Sette Selle e che mi porterà fino alla mia prossima destinazione, il passo di Cagnon di Sopra passando per il passo Palu dove il 340 incrocia il 370 che parte da Palu di Fersina e arriva in val Calamento. Già che ci sono lungo il tragitto decido di salire, seguendo un tracciato semisegnato ma evidente, sulla cima del monte Conca da cui si gode un panorama F A V O L O S O! :sbav:
Passo dei Garofani

Discesa verso passo Palu. Il sentiero 340 sale sulle sponde del monte Palu, dirimpettaio del Conca

A sinistra la vallata Aussertol che scende a Palu del Fersina

Indietro Passo Palu con le creste delle Sette Selle

Monte Conca

Dopo essere arrivato sul monte Conca e dopo aver fatto la consueta carrellata fotografica :fotografo: decido di non tornare sulla traccia dell'andata che mi porta al sentiero "canonico" ma di percorrere una traccia (sulla cartina tratteggiata) che corre in cresta che mi permette di vedere sui due versanti e che mi piace di più perchè più panoramica
Il crinale dal Conca al passo Cagnon di Sopra. Sullo sfondo il Rujoch

Il crinale dal Conca al passo Cagnon di Sopra. Sullo sfondo il monte Croce

Arrivato al passo Cagnon di Sopra per chiudere l'anello non mi resta che scendere a sinistra lungo l'anfiteatro del Grantnlait e la val Battisti attraverso il sentiero 314.
Passo Cagnon di Sopra

Le giare del Grantnlait



Il bosco di Lausch e la val Battisti

Il sentiero che scende è sorprendentemente interessante. Non è il classico sentiero in bosco fitto che oltre agli abeti non si vede niente, ma alterna ghiaioni a cascate, a radure, a costeggiare il torrente. Fico
Cascata

Ometto arboreo

Radura

Arrivato alle porte dei masi di Palu il cellulare mi si scarica e devo interrompere il tracking :MM. Il percorso adesso percorre strade asfaltate attraverso bei masi, agritur e belle praterie. L'asfalto è anche il peggior nemico per il mio ginocchio convalescente che però si è comportato benissimo e non mi ha dato problemi! troppo contento! :toxic:
Me la prendo con mooooolta calma per scendere quest'ultimo pezzo anche perchè le gambe iniziano ad essere indolenzite :sudato:
Chiudo il report con delle belle foto di vita contadina in alta val dei Mocheni
Bersntol















RIASSUMENDO
Il giro è molto bello e panoramico, dato che percorre gran parte i crinali dei monti di Palu. Da cima Cavè, Cima Ezze, cima Conca si hanno dei panorami a 360 gradi bellissimi delle montagne intorno e lo sguardo spazia anche molto lontano, dal Grappa alle Pale di San Martino, al Baldo all'Adamello, al Sassolungo, al Cevedale, alle Otztaler Alpen. Questo giro rappresenta un grande classico per i Trentini, venire qui ad agosto è l'equivalente che andare al supermercato

Il giro ad anello mi ha richiesto 10 ore e fino al punto dive ho interrotto il tracking ha segnato 16 km, 9.07h (di cui 7.50h in movimento) e 1500 metri di dislivello complessivo (il netto è circa 800 metri visto che si parte da 1550 e ho raggiunto il massimo a 2400m).
Alla prossima!

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