Quanto potrebbe valere f1 per uno sci fat fatto in casa?

Fabio

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La frequenza è naturale

Stasera mi son detto: aspetta un po' che mi ripasso come si usano i programmi degli elementi finiti. Aspetta va che mi guardo come faccio ad "unire" solidi con caratteristiche diverse in una simulazione.

Che oggetto mi creo per studiarmi un po' l'uso di questi programmini?
Uno sci fat!

Me lo disegno con misure realistiche e poi ci applico una struttura sandwich rozza e vedo come si comportano.

Ho disegnato uno sci composto da 4 (quattro) strati di materiale diverso aventi la stessa forma.

La forma degli sci è segnata nello schizzo sotto.

analisi-modale-sci-00.jpg


Caratteristiche Geometriche:
- larghezza centrale: 110 mm
- larghezza spatola: 130 mm
- larghezza coda: 120 mm.

Poi ho creato delle circonferenze tangenti a tre entità ed ho generato il profilo dello sci senza discontinuità.

Ho creato lo sci sovrapponendo 4 strati:
- soletta di materiale "tipo plastica" di 2mm;
- interno di 5mm materiale acciaio;
- altro strato di alluminio lega spessore 3mm;
- ricoprimento di plasticone da 2mm;

Ecco uno schema dei quattro strati. Ho fatto gli sci a coda di rondine :DD
analisi-modale-sci-01.jpg


Del materiale per queste anilisi conta il comportamento nelle diverse direzioni di sollecitazione ed io ho messo tutti materiali isotropi.

Il legno per esempio non è isotropo perchè resiste di più, per capirci, se lo tiro per lungo che non se lo tiro per una direzione ortogonale alle fibre.

Allora:
- plasticone: densità: 1220 kmg/m3; E: 3129 MPa;
- acciaio: densità 7800 kg/m3; E= 200000 MPa;
- lega alluminio: densità: 2770 kg/m3; E= 68000 MPa;


Opereremo solo in campo elastico; cioè, i nostri materiali supponiamo non si snervino e si deformino di una quantità proporzionale a quanta sollecitazione applichiamo su di essi.

Che cosa andiamo a calcolare?

Immaginate di avere in mano una corda elastica e ad una estremità di avere un sasso.
Voi volete allungare il più possibile la corda. Se voi iniziate a farla andare su e giù con una certa frequenza "esatta" vedete che la corda si allunga sempre di più. Se invece la sollecitate con una frequenza maggiore o minore il sassolino si sposta di meno.

Prendiamo una lunga bacchetta di ferro. Appoggiamola alle due estremità.
La vogliamo rompere facendola andare su e giù applicandoci la forza nel centro.
Viene istintivo applicarci la nostra forza, per esempio verso il basso ogni tot tempo, ovvero con una certa frequenza, giusto?

Ecco queste sono le frequenze naturali.
Ci sono per tutte le cose.

Il grosso problema è che se un oggetto viene sollecitato con una frequenza simile alla sua frequenza naturale questo "va in crisi"; uno paio di sci diventa instabile; i finestrini del bus vibrano il ponte cade.

La frequenza naturale di una cosa meccanica è data dal rapporto tra una rigidezza ed di una massa.

Ecco con il pc noi divideremo in tanti pezzettini i 4 strati degli sci, diremo al programma di unire questi pezzettini dove le facce degli strati combaciano e diciamo al pc: calcolaci la frequenza naturale dello sci.

Altra osservazione: la barretta di ferro di prima appoggiata alle estremità, abbiamo visto avere una sua frequenza naturale; se noi la incastrassimo completamente ad usa estremità ed iniziassimo a sollecitarla sull'altra la frequenza naturale trovata sarebbe diversa.
La frequenza naturale dipende da come vincoliamo l'oggetto.

Siamo pronti.

Suddividiamo gli sci in tanti elementini.
Più alto è il loro numero maggiore è l'accuratezza della simulazione ma maggiore è il carico richiesto al pc.
analisi-modale-sci-02.jpg

Meglio infittire la rete vicino ad elementi critici.


Così ho vincolato la coda.
analisi-modale-sci-03.jpg



Così ho vincolato la spatola: ho bloccato la traslazione in qualsiasi direzione dei nodi degli elementi concorrenti in quelle superficie.
analisi-modale-sci-04.jpg



Ed ecco la prima frequenza naturale, essa vale 11,61Hz. Se noi sollecitiamo gli sci con una forza che varia 11,61 volte in un secondo lo sci "entra in crisi". Supponiamo di viaggiare a 10m/s e di trovare un terreno con circa 11 cunette... Ecco, ci ritroveremo uno sci molto instabile, che balla tutto.
Prendete con le pinze le mie affermazioni!
analisi-modale-sci-05.jpg



Questa è la seconda frequenza naturale: 31.97Hz.
Se noi lo stesso sci lo sollecitiamo con una forza con questa frequenza esso si metterà a muoversi con la forma in figura.
analisi-modale-sci-06.jpg



Terza frequenza naturale: 63,12 Hz.
analisi-modale-sci-07.jpg



Quarta: 105,4 Hz.
analisi-modale-sci-08.jpg



Più avanti ci saranno freuquenze che faranno vibra lo sci lungo direzioni diverse, per esempio lo faranno torcere.

Prendete le cose lette come un gioco. Avevo un po' di tempo, mi era saltata la corsetta e dovevo ripassl'uso di questi programmi.

Resta il fatto che nonostante abbia usato 5 mm di acciaio che è una assunzione non troppo realistica, e nonostante le altre assunzione fatte "alla caxxo" il risultato di 11Hz mette in guardia!

Raggiungere frequenze di forzanti sull'ordine dei 20-25 Hz secondo me sciando ad una certa velocità non è impossibile. E' necessario quindi progettare lo sci, a mio avviso, con una frequenza prima per lo meno di 50 Hz e quest osignifica avere uno sci iperrigido e leggero che magari può andare contro le esigenze di poca rigidezza richieste per una sciata in fresca.

Quando si progetta uno sci è necessario avere bene in mente quale sarà il suo campo di utilizzo.

Vado via,
Buone cose,
Fabio :D

P. S.
Nello schizzo fatto a mano ci sono degli schemini utili per capire delle cose.
 
mitico fabio... dovresti andare a lavorare per qualche ditta di ski e fare il tuo modello .... tipo .... seth "DIVINUS"!! :wink:
:ad: :ad:
 
Che programma utilizzi per le simulazioni? Io di solito uso ansys ma non ho mai provato con degli sci :oops: Se mi viene un po' di voglia, cercherò anch'io di produrre qualcosa!

Secondo me cmq sarebbe meglio rivedere il vincolamento dello sci, alcuni risultati non mi convincono troppo. Non so se ci riesci, ma tenterei un vicolamento in corrispondenza del centro dello sci e metterei le forzanti sulle code oppure ancora meglio dei carichi distribuiti lungo la soletta...

si potrebbero anche utilizzare dei fogli di Ti :sbavsbav: , forse più adatti rispetto l'Al e l'acciaio...
 

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Tantissime cose potrebbero essere dette!

vis ha detto:
Che programma utilizzi per le simulazioni? Io di solito uso ansys ma non ho mai provato con degli sci :oops: Se mi viene un po' di voglia, cercherò anch'io di produrre qualcosa!

Secondo me cmq sarebbe meglio rivedere il vincolamento dello sci, alcuni risultati non mi convincono troppo. Non so se ci riesci, ma tenterei un vicolamento in corrispondenza del centro dello sci e metterei le forzanti sulle code oppure ancora meglio dei carichi distribuiti lungo la soletta...

si potrebbero anche utilizzare dei fogli di Ti :sbavsbav: , forse più adatti rispetto l'Al e l'acciaio...
Il motore è su base Nastran.

Per il calcolo delle frequenze naturali non devi applicare le forzanti.
Se applichi carichi come per esempio una trazione questa ti va a modificare la frequenza naturale.

Ho applicato i vincoli alle estremità, innanzitutto per "simulare" la condizione di vincolo dello sci più critica (una trave incastrata non è realistica) e poi perchè mi veniva di fare così.
Come detto il calcolo è fatto in modo arci-grossolano e lascia il tempo che trova.
Il Ti ha buon E con densità bassa; per le frequenze conta questo.

Quando matteoT avrà finito il suo modello realistico, se qualcuno ci da degli accelerometri ed un martellino possiamo confrontare le frequenze calcolate con quelle rilevate (roba da tesi di laurea ;) )

Ma per gli scopi di questo forum è sufficiente parlarne ed attirare appassionati.

Come dissi prima, il dato che deve far riflettere è che essendoci una bella lamina di 5 mm di acciaio (E=200000MPa) la frequenza naturale è nonostante ciò molto bassa.
Titanio ed altre belle leghe hanno modulo elastico minore o simile e e sono più leggere. Questa diminuzione nella massa (con diminuzione di E) è in grado di alzare la frequenza naturale a livelli accettabili?

Sarebbe bello conoscere una struttura sandwich reale e poi iniziare a fare simulazioni a manetta su quella.

E poi, tanto per dire: uno sci con f1 maggiore di 50Hz chi lo dice che va bene?

Quanto vale la frequenza delle sollecitazioni applicate ad uno sci durante una sciata media.
Bisognerebbe prendere 10 sciatori e far fare loro una pista media. Applicare sugli sci o sotto gli degli accerelomentri ed estensimetri ed capire a grandi linee quali sono le forze "in input".

Capite queste si inizia con lo studiare uno sci in grado di reagire bene a queste forzanti.

Poi lo si produce e lo si testa.

Come vedete, se le problematiche nate in 2 ore di riflessione sono già così tante, quelle che salterebbero fuori con una tesi o con uno studio approfondito potrebbero tranquillamente essere 10 volte tante.

Però, ripeto, se ci arrivassero vecchi disegni di sci oramai sorpassati... anche solo per "studiare" e fare ciaciarea sul forum sarebbe già una bella cosa!
 
diciamo che così su 2 piedi non ci ho capito molto... :oops: :oops: ora mi metto d'impegno e vediamo cosa riesco a comprendere... 8--) 8--)
 
Molto interessante... :think:

Premesso che non mi è molto chiaro il concetto di "frequenza naturale" (parlavi forse di risonanza?), io vorrei fare un piccolo appunto alla determinazione dei vincoli così come l'hai fatta tu. Credo che sia tutt'altro che realistico che uno sci sia vincolato in spatola e in coda, quanto piuttosto sulla piastra.... per cui io avrei fatto partire le oscillazioni dal centro sci e le avrei fatte propagare verso la periferia (cioè verso la spatola e verso la coda)... ditemi se questa mia osservazione è corretta o no.... :think:
 
Ciao Fabio, non prendertela a male ma avrei parecchio da ridire sui vincoli da te applicati.
Uno sci durante il suo utilizzo non è assolutamente vincolato agli estremi. Se vuoi mantenere lo schema semplice che hai adottato ti suggerisco di vincolare lo sci all'altezza dell'attacco. Otterrai delle frequenze diverse (pronostico inferiori ma non ne sono certo perchè se da un lato la mancanza di vincoli di estremità diminuisce la rigidezza del complesso, il fatto che le parti libere siamo più corte la aumenta).

Se poi hai un po più di tempo da perdere portesti simularne il comportamento appoggiando lo sci su un substrato di un certo spessore (ad esempio 30 cm) con una griglia grezza lontano dallo sci e molto fitta vicino. Questo substrato sta a rappresentare la neve. Dovresti giusto definire la resistenza a compressione della neve (cosa non difficilissima se uno ha un'anima da sperimentatore...). A questo punto applichi come vincolo il contatto tra neve e sci sotto al'attacco e vedi come lo smorzamento introdotto dalla neve attutisce le alte frequenze.

Per drey:
le frequenze naturali (o frequenze proprie, frequenze di risonanza, frequenze critiche e chi più ne ha più ne metta..) sono delle onde stazionarie, quindi non si propagano come delle sollecitazioni impulsive.
 
In effetti è meglio vincolare lo sci al centro.
Perchè non ripeti le simulazioni con uno sci in legno e fibra di vetro e uno in legno e carbonio? la quantità di vetro e carbonio è tale che i due sci abbiano la stessa rigidità, ma quello in carbonio sarà ovviamente piu' leggero.
Penso che il carbonio abbia uno spettro piu' grande alle alte frequenze (kHz?).

Potresti anche vedere come influisce la massa sulla frequenza di risonanza?
 
vis ha detto:
Che programma utilizzi per le simulazioni? Io di solito uso ansys ma non ho mai provato con degli sci :oops: Se mi viene un po' di voglia, cercherò anch'io di produrre qualcosa!

Secondo me cmq sarebbe meglio rivedere il vincolamento dello sci, alcuni risultati non mi convincono troppo. Non so se ci riesci, ma tenterei un vicolamento in corrispondenza del centro dello sci e metterei le forzanti sulle code oppure ancora meglio dei carichi distribuiti lungo la soletta...

si potrebbero anche utilizzare dei fogli di Ti :sbavsbav: , forse più adatti rispetto l'Al e l'acciaio...

HO letto che usi ansys...lo dovrei utilizzare per la mia tesi per fare un'analisi termica delle dissipazioni di un apparecchio elettronico... potresti per favore indicarmi dei testi o dei link su internet che mi permettano di capirne il funzionamento ? Te ne sarei molto grato!! Se ti và puoi rispondermi qui od in privato...ti ringrazio

Dao
 
Ho vincolato così perchè, mi sembrava di ricordare, che quelle condizioni di vincolo ti danno la minime frequenza naturale.
Proverò a vincolare 40 cm di sci al centro e vediamo che succede e che forme d'onda nascono.

Ripeto: la mia era una esercitazione per irpassare l'suo di questi programmini.
La simulazione è assolutamente irreale sotto molti punti di vista. Non è detto però che non si possano fare delle belle osservazioni, come tra l'altro stiamo facendo.

@Drey: di solito la risonanza è la parola che si usa per indicare la prima frequenza naturale... almeno mi sembra nel campo civile il termine risonanza abbia questo significato.

Prossimamente ne faremo altre di analisi modali.
Per le prossime vorrei vedere se questi sci resistono ad un salto o ad una curva tirata con 4g di accelerazioni con una persona di 120 kg :D
Tanto per vedere come sono sollecitati gli sci e per vedere se il programma mi fa vedere gli sforzi di taglio tra i vari strati per poi confrontarli con la resistenza a taglio della colla e prevedere se gli sci si sfasciano o resistono.
 
MA QUANTO SONO IGNORANTE :wall: :wall:

xchè
xchè
xchè

..vedo gotama ragazzi , cerco un cervello USATO POCO!!!
 
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